SCHEDA GUIDA: di RAFFAELE MOLLICA

Raffaele Mollica

RAFFAELE MOLLICA

Dati Generali


Lingue Parlate
Francese Inglese Italiano Portoghese Spagnolo Tedesco
Specializzazione
Arte Archeologia Storia e Geografia Scienza e Storia naturale Speleologia Territoriale Generale
citta
Ercolano
indirizzo
via crocelle 4 Ercolano Na cap 80056
Sito web
http://www.vesuviotours.com
Telefono
+39.339.7717122
Fax
     
Mobile
+39.339.7717122      

Dove Siamo



Informazioni Supplementari


VESUVIO SPECIAL TOUR

ITINERARIO
Incontro con i partecipanti,e partenza per il Vesuvio,per la visita guidata al vulcano più famoso del mondo,percorrendo la strada che ogni giorno consente l’accesso ai numerosi turisti in visita al Vesuvio,si avrà una panoramica generale sulle caratteristiche geologiche, vulcaniche e morfologiche del complesso vulcanico. Raggiunta la località q.1000 si inizia a percorrere il sentiero
n.5 che conduce al gran cono con  tempi di percorrenza abbastanza brevi (20 minuti circa)
raggiunto il gran cono l’escursione abbraccia gran parte della cerchia craterica che permette di vedere la parete interna del cratere con l’incantevole fenomeno delle fumarole sempre costantemente in attività, ed inoltre da non perdere assolutamente l’esperimento dell’eco del Vesuvio.
Terminata la visita del gran cono del Vesuvio, la nostra escursione continua alla scoperta di un altro aspetto che da secoli caratterizza il vulcano con riferimento in particolare alla terra brulla ricca di potassio che favori già in periodi storici le grandi città di Pompei ed Ercolano, l’agricoltura in particolare la coltivazioni delle viti e della vinificazione,cose che caratterizzano l’aspetto eno- gastronomico del Vesuvio con il famoso vino Lacrima Cristi legato anch’esso a numerose leggende.
Si arriva cosi alle falde del Vesuvio dove si visiterà un’azienda vinicola locale dove sarà effettuata
una visita guidata da parte del personale altamente qualificato della azienda dove si potranno vedere i vari processi di raccolta dell’uva e successivamente i vari processi di vinificazione.
La visita dell’azienda prosegue con l’assaggio dei prodotti locali della zona ,quindi in un’area attrezzata si procederà alla  degustazione ( nelle antiche cascine in periodi freddi, negli appositi gazebo se in periodi caldi).
La degustazione comprende:piatto misto di affettati: Due tipi di salame, formaggio, casatiello tipico napoletano, pancetta, olive, pane di giornata con olio, assaggio di pasta (spaghetti al filetto di pomodoro),grigliata di carne con insalata verde, dolce tipico napoletano (pastiera di grano). Le bevande sono incluse, in dettaglio: vino bianco,  rosso, rosato, e lacrima christi del Vesuvio “riserva”, a secondo della portata degustata, acqua minerale sia liscia che gassata, liquori  della casa (albicocca e grappa del Vesuvio)

IL GRAN CONO
L’ascesa al Cono si effettua lungo un largo percorso a tornanti. Salendo si ammira il Monte Somma, la Valle del Gigante invasa dalla colata lavica del 1944 colonizzata dallo Stereocaulon, il Colle Umberto sede dell’Osservatorio Vesuviano e il Golfo di Napoli.
Sulle pendici del Gran Cono vivono piante erbacee e individui isolati di pino nero. Raggiunta la Casetta Guide, pagato il pedaggio, si prosegue su un viottolo pianeggiante con affacci sul cratere del Vesuvio e verso valle sulla Riserva Forestale del Tirone Alto Vesuvio. Costeggiando il bordo inferiore del cratere il sentiero si restringe. Si raggiunge la Capannuccia che è la meta ravvicinata utilizzando blocchi lavici a mo’ di gradini.
Superata una sbarra si scende lungo le pendici del vulcano attraversando una gariga. Il sentiero è molto stretto e si consiglia di proseguire in fila indiana e solo se non si soffre di vertigini.
Il panorama che si ammira è di rara bellezza: la maestosità del Vesuvio che domina la Riserva Tirone e l’antico tracciato della Strada Matrone degli anni ’20 e ’30, il Golfo di Napoli e la Piana Campana.
Nell’ultimo tratto si nota un popolamento di betulle. Si giunge infine al Piazzale dove è posta la meta intermedia. Da qui si osserva la Punta Nasone che si oppone ai Cognoli di Ottaviano e, sotto di essi, la Valle dell’Inferno. Si intraprende poi un tratto stretto tra le ginestre che conduce ad una ripidissima discesa. Si prosegue su un ampio sentiero leggermente in salita che attraversa una macchia a ginestra con esemplari di pino nero e marittimo e betulla. Raggiunta la Baracca Forestale si procede parallelamente alla Strada provinciale di Ercolano sino all’ingresso dove è posta la meta d’itinerario.
Salendo si ammira il Monte Somma e la Valle del Gigante invasa dalla colata lavica del 1944. Giunti sul bordo del cratere il panorama che si ammira è di rara bellezza: la Riserva Tirone e l’antico tracciato della Strada Matrone degli anni ’20 e ’30, il Golfo di Napoli e la Piana Campana.
Lunghezza complessiva: 3807 m
Quota massima: 1170 m slm
Difficoltà: media
Tempi di percorrenza
Meta ravvicinata: ore 1 a/r
Meta intermedia: ore 2 a/r
Meta d’itinerario: ore 3 a/r


LA VALLE DELL' INFERNO
Il sentiero nel primo tratto si sviluppa in una pineta, in forte pendenza con tornanti che attraversano il Vallone Tagliente, su una strada asfaltata per i primi 600 metri dopo i quali il percorso diviene sterrato.
Raggiunto il Largo dedicato al finanziere Angelo Prisco, assassinato dai bracconieri nel 1995, si prosegue su un tratto agevole lungo il quale si nota la presenza dell’ontano napoletano. Un grande slargo invaso da depositi piroclastici denominato «La Marca» rappresenta poi la meta ravvicinata.
Proseguendo verso la Valle dell’Inferno, si incontra un tratto a pendenza variabile che attraversa una macchia a ginestre e da cui si ammira il Vesuvio con le bocche laviche del 1906 e la cupola lavica del 1937. Al termine del ginestreto è posta la meta intermedia.

Si imbocca in salita il percorso della Strada Matrone che risale agli anni ’20-’30 e che è panoramico per tutta la sua lunghezza. Al bivio, lasciata la Strada Matrone, si prosegue lungo un sentiero che fiancheggia le pendici del Vesuvio invaso da depositi piroclastici. Qui si segnala la presenza della betulla bianca.
Intrapresa la deviazione che conduce alla Valle dell’Inferno, il percorso è in discesa con un primo tratto molto ripido.
La Valle dell’Inferno rappresenta una delle più suggestive passeggiate del complesso vulcanico Somma-Vesuvio perché è poco battuta e perché qui si vive a pieno l’imponenza del vulcano osservando dal basso il Monte Somma e il Vesuvio. Il paesaggio vegetale è caratterizzato dalla presenza di licheni e piante erbacee. Sul fiume di lava del 1944 compare il lichene grigio argentato Stereocaulon vesuvianum.
Risalendo i Cognoli di Levante si ammira la più bella formazione di lava »a corda» del Vesuvio incisa da una profonda crepa in cui alloggiano numerose specie di felce.
Il percorso prosegue con una serie di saliscendi che riconducono all’area «La Marca».
Si riprende poi il tragitto dell’andata dove è posta la meta d’itinerario.
Lunghezza complessiva: 9972 m
Quota massima: 965 m slm
Difficoltà: alta
Tempi di percorrenza Meta ravvicinata: ore 2,45’’ a/r
Meta intermedia: ore 4 a/r
Meta d’itinerario: ore 9 a/r
               

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"Le guide Alpine e Vulcanologiche della Campania"
Le guide Alpine e Vulcanologiche della Campania hanno il compito di perseguire la salvaguardia e l’incolumità degli escursionisti al Vesuvio. Tale professione è affidata esclusivamente a professionisti regolarmente iscritti nelle liste del Collegio Regionale Guide Alpine e Vulcanologiche della Campania, in pieno possesso di tutti i requisiti richiesti dalla legge.

La prestazione professionale di tali guide è obbligatoria al di sopra dei mille metri ai sensi della legge regionale n.11 del 1986 quindi riguarda gran parte degli escursionisti in visita al cratere, può essere non obbligatoria al di sotto dei mille metri ma restano i soli professionisti a poter esercitare l’accompagnamento.

La professionalità e di conseguenza la qualità dei servizi erogati dalle guide, è tutelata dalla legge Quadro Nazionale n.6 del 1989 che stabilisce i principi fondamentali che sottendono la costituzione dei collegi Regionali e dei relativi Albi Professionali. La legge quadro disciplina anche in materia di aggiornamenti professionali, doveri e sanzioni delle guide, nonché all’esercizio abusivo della professione, punito dalla legge ai sensi dell’articolo 348 del codice penale.

Le competenze delle singole guide sono attestate da un esame per l’accertamento dell’idoneità all’esercizio della professione per guide Vulcanologiche, organizzato dal Collegio Regionale sotto con la supervisione del Collegio Nazionale delle guide Alpine.

Le guide sul Vesuvio prestano la loro professionalità agli escursionisti già nel XVIII secolo e con il passar del tempo sono diventate patrimonio della cultura Vesuviana, spesso negl’ultimi anni sono state utilizzate da istituti scientifici, geografici, e televisivi, come supporto tecnico logistico.

Tutti coloro che vorranno usufruire dei nostri servizi, avranno sicurezza e professionalità, nonché veri professionisti della montagna.

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