SCHEDA GUIDA: di CLAUDIA TAGLIANETTI GUIDA TURISTICA

Claudia Taglianetti Guida Turistica

CLAUDIA TAGLIANETTI GUIDA TURISTICA

Dati Generali


Lingue Parlate
Inglese Italiano Tedesco
Specializzazione
Arte Archeologia Storia e Geografia Scienza e Storia naturale Territoriale Generale
citta
Urbino e Pesaro
indirizzo
Via Battista Sforza, 56 - Urbino - Pesaro
Sito web
http://www.guideurbino.it
Telefono
0722 350070
Fax
0722 350070     
Mobile
328 2332854    

Dove Siamo



Informazioni Supplementari


Storia Contemporanea

  Nel 1797, Urbino fu sottomessa ai francesi
ma si ribellò riuscendo a liberarsi; l'anno
seguente entrò a far parte della repubblica 
romana. Nel 1808 il ducato di Urbino venne
incorporato nel regno italico per ordine di
Napoleone I. Nel 1817 ci furono malcontenti
per le leggi del governo pontificio che il
cardinale Consalvi aveva ripristinato.

* Nel 1831 la città di Urbino partecipò ad un'insurrezione che coinvolse gran parte dello Stato Pontificio. Ciò avvenne ad un anno di distanza dalla “Rivoluzione di Luglio” a Parigi e a pochi giorni di distanza dal tentativo di insurrezione organizzato da Ciro Menottti nel modenese. Gli insorti diedero vita al “Governo provvisorio delle Province unite italiane ” con sede a Bologna a cui aderirono ex delegazioni pontificie della Romagna e delle Marche.
Ad Urbino molti patrioti appartenevano all'ambiente universitario nonostante la severa vigilanza ecclesiastica. Era stato Papa Leone XII, salito al trono pontificio nel 1824 a riformare la pubblica istruzione, compresa l'Università di Urbino, con delle disposizioni contenute nella bolla “Quid Divina Sapienta”,nella quale si stabiliva che Mons. Arcivescovo assumeva il titolo di cancelliere dello studio.

L'università urbinate pullulava di professori animati da ideali di libertà e indipendenza e non mancavano di fare propaganda con gli allievi. Inoltre, nel territorio urbinate erano numerose le società segrete. Il 9 febbraio, in seguito agli eventi rivoluzionari, Mons Cattani, Delegato Apostolico della Delegazione di Urbino e Pesaro doveva cedere il potere ad un Governo provvisorio composto dai patrioti. Ovunque venivano innalzate bandiere tricolori.

Nelle città insorte veniva decretata la fine del potere temporale dei papi e l'autonomia dallo Stato della Chiesa. Tra i provvedimenti presi dal Governo provvisorio a favore delle masse popolari si possono ricordare l'abolizione della tassa sul macinato, la diminuzione del prezzo del sale e la riduzione di alcuni dazi e tasse che pesavano in modo particolare sulla povera gente.
Il tentativo di realizzare un primo nucleo di repubblica italiana , di cui le Marche e le Romagne furono protagoniste, si concluse nel marzo del 1831, in seguito all'intervento militare dell'Austria, il cui intervento era stato sollecitato, fin dal 17 febbraio , dal Papa Gregorio XVI. Le truppe austriache, composte da circa ventitremila uomini, capeggiate dal generale Frimont ebbero la meglio sull'esercito degli insorti numericamente inferiore e male armato. Alla fine di marzo il potere tornava nelle mani del Papa. I moti del 1831 nonostante la loro breve durata, rappresentarono un momento di svolta , o quanto meno una tappa importante, nel percorso risorgimentale che ha portato all'Unità d'Italia. E solo dopo questi moti, e dalla riflessione sui motivi del loro fallimento, che cominciano, infatti, a delinearsi, ad opera di personaggi come il Mazzini, strategie consapevoli e razionali sulla strada da perseguire per riuscire nell'obiettivo di unificare politicamente la penisola italiana e di rinnovare i modelli governativi.
(* per gentile concessione della dott.ssa Munari Orietta)

Nel 1860 le truppe   di Cialdini (piemontesi) occuparono Urbino, due giorni
dopo avvennero le votazioni per essere annesi al Regno di  Savoia. Nel 1861, per dei calcoli sbagliati, la provincia di Urbino venne unita  a quella di Pesaro portando gravi disagi alle zone montane. Nel 1944 i tedeschi occuparono Urbino e minarono le mura fortunatamente senza gravi consequenze . Un altro  singnificativo episodio dell'era fascista avvenne il 5 ottobre quando un gruppo di fascisti di Urbino guidati da un carabiniere in borghese, bloccò e perquisì i minatori di Schieti di ritorno dal lavoro, poche ore dopo una ventina di operai della frazione bastonarono i fascisti per le vie della città. Il  28 agosto del 1944 Urbino venne occupata dalla IIIª compagnia indiana dell'VIIIª armata anglo-americana.


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